
7 isole che hanno ispirato l’Iliade e l’Odissea di Omero
11 Giugno 2026 • Valeria OlivatoNell’immaginario collettivo, la Grecia è la culla di miti e leggende senza tempo, popolata da dèi, eroi, ninfe e creature straordinarie che influenzavano il destino degli uomini. Questa immagine affascinante deriva in gran parte dalle opere del poeta Omero, autore di due capolavori della letteratura antica: L’Iliade e L’Odissea.
Quello che molti ignorano è che alcune tappe del viaggio di Odisseo potrebbero essere ispirate a luoghi reali del Mediterraneo. Dalle isole greche alle coste italiane, passando per Malta, la Turchia e perfino la Tunisia, vi portiamo alla scoperta delle destinazioni che Omero potrebbe aver trasformato nello scenario delle avventure del suo leggendario eroe.
E poiché amiamo viaggiare seguendo rotte fuori dal comune, vi suggeriamo anche itinerari in traghetto per esplorare queste isole ricche di storia e fascino. Siete pronti a salpare sulle tracce di Odisseo?
Panoramica dell’articolo:
- Qualche parola su Omero
- Riassunto dell’Iliade e dell’Odissea
- 7 isole reali che hanno ispirato l’Iliade e l’Odissea
- Itinerari di vacanza ispirati all’Iliade e all’Odissea
L’Iliade, L’Odissea, Omero: storia o realtà?

Ancora studiata sia dagli studenti delle scuole medie sia dai più grandi storici di tutto il mondo, quest’opera mitica non smette mai di sorprenderci. Fonte: Unplash
Omero, illustre poeta tra finzione e realtà
Prima di salpare verso le isole della leggenda, vale la pena fare una breve sosta per parlare del loro celebre narratore. Omero, l’illustre poeta dell’antichità a cui vengono attribuite L’Iliade e L’Odissea, potrebbe infatti… non essere mai esistito! La sua identità continua a essere oggetto di dibattito tra gli studiosi, anche se si ritiene che queste opere siano state composte intorno all’VIII secolo a.C.
Qualunque sia la verità, L’Iliade e L’Odissea restano tra i più antichi capolavori della letteratura occidentale. E, come accade spesso con i grandi racconti epici, le avventure narrate mescolano fantasia e realtà. Il viaggio di Odisseo potrebbe infatti essere stato ispirato da eventi storici — come la guerra di Troia, la cui esistenza è oggi considerata plausibile da molti archeologi — e da luoghi realmente esistenti nel Mediterraneo.
Ed è proprio qui che entra in gioco Ferryscanner. Se la storia degli eroi ci affascina, sono soprattutto le isole a catturare la nostra attenzione. E alcune di quelle che potrebbero aver ispirato Omero sono ancora oggi raggiungibili via mare.
Riassunto dell’Iliade e dell’Odissea

Rappresentazione su un’anfora dell’antica Grecia. Fonte: Unsplash.
Prima di partire alla scoperta delle isole che avrebbero ispirato Omero, facciamo un rapido ripasso del viaggio di Odisseo. Niente paura: saremo brevi. Tra poco, infatti, ripercorreremo le tappe della sua avventura seguendo l’ordine in cui compaiono nell’Odissea.
Dopo la caduta di Troia, Odisseo, re di Itaca, salpa per tornare dalla moglie Penelope e dal figlio Telemaco. Quello che dovrebbe essere un semplice viaggio di ritorno si trasforma però in una lunga serie di avventure. Prima incontra i Lotofagi, il popolo dei mangiatori di loto, i cui frutti fanno dimenticare ogni desiderio di tornare a casa. Poi affronta Polifemo, il terribile Ciclope che riesce a ingannare grazie a uno dei suoi stratagemmi più celebri: farsi chiamare “Nessuno”.
Tra tempeste, deviazioni e interventi divini, Odisseo approda sull’isola di Eolo, il dio dei venti, che gli affida un otre contenente tutti i venti contrari. Ma l’imprudenza dei suoi compagni compromette ancora una volta il viaggio. In seguito raggiunge l’isola della maga Circe, che trasforma i suoi uomini in porci e lo trattiene per lungo tempo prima di lasciarlo ripartire.
Le prove continuano tra mostri marini, sirene e naufragi. Quando i suoi compagni uccidono i sacri buoi del dio Helios, Zeus scatena la sua ira e distrugge la nave con un fulmine. Odisseo è l’unico sopravvissuto e viene trascinato dalle onde per giorni.
Dopo anni di peregrinazioni, trova infine rifugio presso i Feaci. Colpiti dal suo racconto, gli abitanti dell’isola decidono di aiutarlo a tornare a casa. Così, dopo dieci anni di viaggi, tempeste e incontri straordinari, Odisseo rimette finalmente piede a Itaca.
Non abbiamo ancora mollato gli ormeggi e la voglia di partire è già alle stelle. Promessa fatta, promessa mantenuta: ecco le isole che potrebbero aver ispirato Omero per ambientare il viaggio più celebre della letteratura.
7 isole che hanno ispirato l’Iliade e l’Odissea

Corfù, dove la storia incontra paesaggi spettacolari. Fonte: Pixabay.
Prima di iniziare, una piccola osservazione: osservando la posizione di queste isole sulla mappa, si potrebbe pensare che il viaggio di Odisseo non sia stato esattamente il più diretto possibile. Tra tempeste, divinità capricciose e approdi inaspettati, il re di Itaca ha attraversato buona parte del Mediterraneo prima di tornare a casa. Ma in fondo è proprio questo a rendere la sua avventura così affascinante. E fidatevi: quando si parla di rotte marittime, noi di Ferryscanner sappiamo riconoscere un itinerario memorabile!
1) Djerba: l’isola dei mangiatori di loto

La Moschea di Fadhloun, uno dei simboli più affascinanti dell’isola di Djerba, nel sud-est della Tunisia. Fonte: Pixabay.
Dopo la vittoria nella guerra di Troia, Odisseo salpa per fare ritorno a Itaca. Ma il viaggio verso casa si rivela molto più lungo e complesso del previsto. Nell’Odissea, Omero racconta che l’eroe e i suoi compagni vengono sospinti dai venti per giorni, fino a raggiungere una terra lontana abitata dai Lotofagi, i leggendari mangiatori di loto.
Qui gli abitanti offrono ai marinai il frutto del loto, una pianta capace di cancellare ogni desiderio di partire. Chi ne assaggia i frutti dimentica la propria patria e perde la volontà di tornare a casa. Odisseo riesce infine a riportare i suoi uomini sulla nave, ma la traversata è appena iniziata.
Secondo una delle interpretazioni più diffuse, questa misteriosa isola potrebbe corrispondere all’attuale Djerba, situata al largo della costa tunisina. Una teoria affascinante, soprattutto se si considera che Troia si trovava nell’attuale Turchia nord-occidentale: una deviazione che dimostra quanto tortuoso fosse il viaggio del re di Itaca.
Perché Djerba sarebbe l’isola dei mangiatori di loto?
Tra spiagge dorate, profumi speziati e ritmi rilassati, Djerba offre ancora oggi un’atmosfera che invita a rallentare. Da secoli l’isola è apprezzata per il suo clima mite e per i trattamenti di talassoterapia, che contribuiscono alla sua reputazione di destinazione dedicata al benessere.
Secondo una delle interpretazioni più diffuse dell’Odissea, proprio questa sensazione di serenità e distacco dal mondo potrebbe aver ispirato il mito dei Lotofagi. I leggendari frutti di loto, capaci di far dimenticare ogni preoccupazione e il desiderio di tornare a casa, sarebbero una metafora del fascino irresistibile esercitato dall’isola sui viaggiatori. Ancora oggi, gli abitanti di Djerba raccontano con orgoglio questa storia ai visitatori, contribuendo a mantenere viva la leggenda.
Come arrivare a Djerba?
Situata al largo della costa sud-orientale della Tunisia, Djerba è collegata alla terraferma da una strada rialzata lunga circa 10 chilometri, le cui origini risalgono all’epoca romana. Grazie alle sue spiagge, ai villaggi tradizionali e al ricco patrimonio culturale, rappresenta una delle destinazioni più affascinanti del Paese.
Se stai programmando un viaggio in Tunisia, vale sicuramente la pena includerla nel tuo itinerario. È possibile raggiungere il Paese via mare dalla Francia, anche se per arrivare direttamente a Djerba l’aereo resta spesso la soluzione più pratica.
2) Sicilia: l’isola dei Ciclopi

Secondo la leggenda, questi imponenti faraglioni sarebbero stati scagliati dai Ciclopi contro la nave di Odisseo. Fonte: Pixabay.
Dopo aver lasciato la terra dei Lotofagi, Odisseo riprende il suo viaggio attraverso il Mediterraneo. La tappa successiva lo conduce in una delle ambientazioni più celebri dell’Odissea: la terra dei Ciclopi.
Secondo una delle interpretazioni più diffuse, questa regione corrisponderebbe alla Sicilia orientale, un territorio dominato da paesaggi vulcanici, coste frastagliate e scenari che sembrano usciti da un racconto mitologico. È qui che Odisseo incontra Polifemo, il più famoso dei Ciclopi e figlio del dio Poseidone.
Intrappolato nella sua grotta insieme ai compagni, l’eroe riesce a salvarsi grazie all’astuzia. Quando il gigante gli chiede il nome, risponde di chiamarsi “Nessuno”. Dopo aver accecato il Ciclope, fugge mentre Polifemo invoca aiuto. Ma quando gli altri Ciclopi accorrono e gli chiedono chi lo abbia ferito, la risposta è disarmante: “Nessuno”. Uno degli episodi più celebri e ingegnosi della mitologia greca.
Perché la Sicilia sarebbe l’isola dei Ciclopi?
Vicino a Aci Castello, sulla costa orientale della Sicilia, emergono dal mare alcuni suggestivi faraglioni conosciuti come Isole Ciclopi. La tradizione locale racconta che siano gli enormi massi scagliati da Polifemo contro la nave di Odisseo durante la sua fuga.
Che si tratti di leggenda o meno, il legame tra questi luoghi e il racconto di Omero è profondamente radicato nella cultura siciliana. Non sorprende quindi che molti studiosi abbiano identificato proprio questa parte dell’isola come l’ambientazione dell’incontro tra Odisseo e il Ciclope. Esistono altre teorie che indicano Creta o persino le Baleari, ma la Sicilia resta la candidata più popolare.
Come arrivare in Sicilia?
Se vuoi seguire le tracce di Odisseo, la Sicilia è una tappa imprescindibile. L’isola è facilmente raggiungibile da numerosi porti italiani, tra cui Napoli e Salerno, con collegamenti regolari verso Messina e altre destinazioni siciliane.
Viaggi in auto o in camper? Nessun problema: la maggior parte delle compagnie consente di imbarcare il proprio veicolo, permettendoti di esplorare l’isola in totale libertà.
⛴️ Traghetti Salerno – Messina
Consiglio di viaggio: la Sicilia è un ottimo punto di partenza per un itinerario ispirato all’Odissea, grazie ai collegamenti marittimi che la uniscono a molte delle altre isole legate al viaggio di Odisseo.
3) Stromboli: Eolia, l’isola del dio del vento

Un vero gigante di pietra e lava nel mezzo del mare: Stromboli domina il paesaggio e accende l’immaginazione. Fonte: iStock.
Odisseo è appena riuscito a sfuggire ai terribili Ciclopi quando si ritrova di nuovo in balia delle onde. Un altro errore di navigazione: invece di proseguire verso est nel Mar Ionio, il capitano della nave si dirige a nord, costeggia la punta dello Stivale prima di perdersi tra le Isole Eolie.
Proprio così! Secondo quanto raccontato nell’Odissea, Odisseo avrebbe incontrato il dio del vento Eolo sull’isola di Eolia, identificata da molti con l’isola di Stromboli. Evidentemente Eolo ebbe pietà delle capacità nautiche del re di Itaca: rinchiuse tutti i venti contrari in un otre di pelle e lo consegnò a Odisseo, affinché potesse beneficiare soltanto di venti favorevoli. Un gesto davvero generoso da parte del dio del vento.
Perché Stromboli sarebbe Eolia, l’isola del dio del vento?
Secondo la leggenda, fu proprio il dio Eolo a far emergere Stromboli dal mare e a modellarla a suo piacimento per stabilirvi il proprio regno. Chiamata Strongyle dagli Ottomani e Stròmbos dai Greci, quest’isola è soprannominata anche “Il faro del Mar Tirreno”, grazie al suo imponente vulcano ancora attivo, visibile dalle coste siciliane, le cui colate laviche illuminano l’oscurità della notte.
Come raggiungere Stromboli?
Sei ancora in Sicilia? Perfetto! Puoi continuare il tuo viaggio sulle orme di Odisseo e ammirare lo straordinario spettacolo del faro del Mar Tirreno prendendo un traghetto da Messina.
⛴️ Traghetti Messina – Stromboli
4) Ponza: Eea, l’isola-rifugio della maga Circe

Piccola isola dell’arcipelago Pontino al largo di Napoli, Ponza è l’ambientazione perfetta per antichi miti e leggende. Fonte: Pixabay.
A questo punto l’avrai capito: gli uomini di Odisseo non brillavano certo per saggezza. Ripresa la rotta verso Itaca, uno di loro apre l’otre contenente i venti contrari. La nave rischia di affondare, si ferma involontariamente su una misteriosa isola popolata da giganti e termina il suo viaggio presso un piccolo isolotto dove vive una giovane donna apparentemente innocua… o almeno così sembra!
Il re di Itaca e i suoi compagni sono infatti approdati su Eea, il regno della potente maga Circe. Poco felice di ricevere visite, Circe trasforma tutti gli uomini di Odisseo in maiali e accetta di restituire loro l’aspetto umano solo a una condizione: restare un anno sull’isola e poi intraprendere un viaggio negli Inferi. Un’accoglienza davvero speciale.
Al di là della leggenda, Eea corrisponderebbe all’isola italiana di Ponza, al largo di Napoli. Questo piccolo gioiello del Mar Tirreno, lungo appena 3 chilometri e largo 2, è una vera meraviglia.
Perché Ponza sarebbe Eea, l’isola di Circe?
Molte interpretazioni sostengono che l’isola di Circe appartenesse in realtà a un altro mondo e che Ponza fosse un luogo magico, dove tutti gli elementi si combinano per creare un’atmosfera quasi divina. L’isola è inoltre attraversata da una rete di grotte che potrebbe aver ispirato Omero nella creazione del personaggio della maga, descritta come abitante di una caverna vicino al mare. Nella parte meridionale dell’isola si trova anche il celebre Capo Circe.
Come raggiungere Ponza?
Il modo più semplice per raggiungere Ponza e andare alla ricerca dei passaggi sotterranei legati alla leggenda di Circe è partire da Napoli. Ogni giorno numerosi traghetti collegano l’arcipelago delle Isole Pontine, di cui Ponza fa parte.
5) Gozo: Ogigia, il rifugio della ninfa Calipso

Sorprendentemente verde, la piccola isola di Gozo combina pittoreschi porticcioli, magnifici luoghi di culto di ogni epoca e spettacolari scogliere. Fonte: Pixabay.
Dopo aver lasciato l’isola di Circe, Odisseo compie una discesa negli Inferi, si lega all’albero maestro per resistere al canto delle Sirene e affronta Scilla (mostro marino che si ritiene sia stato ispirato dalle pericolose correnti e dagli scogli dello Stretto di Messina). Diventa poi l’unico superstite di un castigo inflitto da Zeus, dopo che il suo equipaggio ha divorato il bestiame sacro del Sole sull’isola di Elio. Odisseo decide quindi di concedersi un po’ di riposo su una piccola isola più a sud, dove si trovano una splendida grotta e una donna dai poteri straordinari: Calipso. Follemente innamorata di lui, lo tiene prigioniero per ben sette anni, finché Hermes non le ordina di lasciarlo partire. In fondo, sette anni di riposo non sono poi così male!
Per creare questa terra leggendaria, Omero avrebbe tratto ispirazione da una piccola isola situata a nord di Malta: Gozo.
Perché Gozo potrebbe essere Ogigia, l’isola di Calipso?
Descritta da Omero come un’isola rigogliosa e profumata, situata ai confini del mondo conosciuto, Gozo rappresenta un’ottima candidata. Si trova infatti a sud dello Stretto di Messina, dove Odisseo avrebbe incontrato il secondo mostro marino dopo aver perso il suo equipaggio. Come mostra la foto qui sopra, Gozo è un gioiello verde caratterizzato da una vegetazione abbondante e variegata.
Gli abitanti di Malta rivendicano Gozo come l’isola di Calipso e hanno ribattezzato la presunta grotta della ninfa immortale con il nome di “Grotta di Calipso”. Trappola per turisti o autentica fonte d’ispirazione per il poeta greco? Difficile dirlo.
Come raggiungere Gozo?
Dalla Sicilia, puoi prendere un traghetto da Pozzallo, nel sud dell’isola, verso Malta, un piccolo e affascinante paese dell’Unione Europea composto da tre isole, tra cui Gozo. Attenzione: a Malta si guida a sinistra. Non potrai imbarcare il tuo veicolo sui water taxi che collegano La Valletta (la capitale) a Gozo, ma non è un problema. Una volta arrivato, ti consigliamo di utilizzare uno dei comodi autobus turistici hop-on/hop-off, che permettono di fare il giro completo dell’isola a un prezzo molto conveniente.
⛴️ Traghetti Pozzallo (Sicilia) – La Valletta (Malta)
6) Corfù: l’isola dei Feaci

Vista panoramica di un isolotto al largo di Corfù, uno dei gioielli del Mediterraneo. Fonte: Freepik.
Odisseo non è mai stato così vicino alla sua Itaca, a Penelope e a Telemaco. Dopo essere stato liberato da Calipso, salpa nuovamente su una piccola imbarcazione e si dirige verso la costa orientale della Grecia. Per una volta, il suo senso dell’orientamento non lo tradisce.
Fa naufragio sull’isola di Scheria, che non sarebbe altro che Corcira, conosciuta oggi come Corfù. Qui incontra i Feaci, ai quali racconta le sue incredibili avventure. Colpiti dalla sua storia, questi ospitali abitanti decidono di aiutarlo.
Perché Corfù potrebbe essere Scheria, l’isola dei Feaci?
Non esistono prove definitive che identifichino Scheria con l’attuale Corfù, ma questa è una delle teorie più accreditate. Nell’antica tradizione greca, infatti, i Feaci erano considerati gli abitanti di Corcira, l’antico nome dell’isola. Inoltre, la posizione geografica di Corfù, alle porte della Grecia continentale, coincide perfettamente con l’ultima grande tappa del viaggio di Odisseo prima del ritorno a Itaca.
Tra mare cristallino, villaggi pittoreschi e testimonianze di un passato millenario, Corfù continua ancora oggi a evocare quell’atmosfera leggendaria che ha reso immortale il racconto di Omero.
Come arrivare a Corfù?
Corfù è una delle isole greche più facilmente raggiungibili dall’Italia. Se viaggi in auto, puoi imbarcarti da porti dell’Adriatico come Bari e raggiungere direttamente l’isola via mare, trasformando il tragitto stesso in parte dell’avventura.
7) Itaca: la vera isola di Odisseo

Il porto di Vathy, capoluogo di Itaca, è uno degli scorci più suggestivi dell’isola. Fonte: iStock.
Dopo oltre dieci anni di viaggi, tempeste e incontri straordinari, Odisseo raggiunge finalmente la sua destinazione. Grazie all’aiuto dei Feaci, il re di Itaca riesce a tornare sull’isola che aveva lasciato per partecipare alla guerra di Troia e a riabbracciare la sua famiglia.
Ma il ritorno a casa non segna la fine delle sue sfide. Odisseo dovrà ancora riconquistare il proprio regno e dimostrare di essere il legittimo sovrano di Itaca. Tuttavia, questa è un’altra parte della storia.
Itaca: tra mito e realtà
Tra tutte le destinazioni di questo itinerario, Itaca occupa un posto speciale. A differenza delle altre isole associate alle avventure dell’Odissea, qui il legame con il mito è diretto: l’isola esiste realmente e porta ancora oggi lo stesso nome del regno di Odisseo.
Visitandola potrai scoprire siti archeologici, monumenti dedicati all’eroe e luoghi che la tradizione locale collega alla sua leggendaria figura. Che siano storia o leggenda, questi racconti contribuiscono al fascino senza tempo dell’isola.
Come arrivare a Itaca?
Itaca è collegata via traghetto alla Grecia continentale e alle vicine isole Ionie. Se stai seguendo le orme di Odisseo attraverso la Grecia occidentale, questa destinazione rappresenta la conclusione perfetta del viaggio.
Riepilogo delle isole che hanno ispirato l’Iliade e l’Odissea

Dalla leggenda alla realtà: un viaggio attraverso le isole che potrebbero aver ispirato l’Odissea. Fonte: Pixabay.
Dalla Tunisia alla Grecia, passando per Italia e Malta, il viaggio di Odisseo attraversa alcuni dei luoghi più affascinanti del Mediterraneo. Ecco le tappe principali nell’ordine in cui compaiono nel racconto:
- Troia (Turchia): il punto di partenza del viaggio dopo la conclusione della guerra di Troia.
- Djerba (Tunisia): la presunta terra dei Lotofagi, dove i compagni di Odisseo rischiarono di dimenticare il ritorno a casa.
- Sicilia (Italia): la possibile isola dei Ciclopi e teatro dell’incontro con Polifemo.
- Stromboli (Italia): associata a Eolia, il regno di Eolo, dio dei venti.
- Ponza (Italia): una delle candidate a rappresentare Eea, l’isola della maga Circe.
- Gozo (Malta): identificata da molti con Ogigia, il rifugio della ninfa Calipso.
- Corfù (Grecia): la possibile Scheria, patria dei Feaci che aiutarono Odisseo nel suo ultimo tratto di viaggio.
- Itaca (Grecia): la meta finale e il leggendario regno dell’eroe.

Secondo la leggenda, il ritorno di Odisseo a Itaca fu un viaggio lungo e ricco di avventure. Fonte: Ferryscanner
Itinerari di viaggio ispirati all’Iliade e all’Odissea
A meno di avere a disposizione diverse settimane, seguire l’intero percorso di Odisseo può essere impegnativo. Per questo abbiamo selezionato alcuni itinerari che permettono di scoprire le destinazioni più affascinanti legate al mito.
Viaggio nell’Antica Grecia
Ideale per chi desidera concentrarsi sulle ultime tappe dell’Odissea e sulle isole greche.
L’epopea di Circe
Un itinerario perfetto per esplorare le isole del Tirreno e le destinazioni associate alla maga più famosa della mitologia greca.
Viaggio sulle tracce di Polifemo
Tra Sicilia, Eolie e Malta, questo percorso combina paesaggi vulcanici, siti leggendari e alcune delle più belle traversate del Mediterraneo.
Per Troia e Djerba, invece, vale la pena dedicare un viaggio specifico alla scoperta della Turchia e della Tunisia, due Paesi ricchi di storia, cultura e paesaggi straordinari.
Salpa sulle orme dell’Iliade e dell’Odissea con Ferryscanner
È affascinante pensare che alcuni dei luoghi descritti nei poemi di Omero possano essere stati ispirati da destinazioni reali che ancora oggi è possibile visitare. Che si tratti di semplici coincidenze geografiche o di autentiche fonti d’ispirazione, queste isole continuano ad alimentare l’immaginazione di viaggiatori e appassionati di mitologia.
Se ami la storia, le leggende e i viaggi via mare, puoi seguire le tracce di Odisseo attraverso il Mediterraneo prenotando i tuoi biglietti del traghetto su Ferryscanner o tramite la nostra app mobile. Fortunatamente, oggi il viaggio verso Itaca è molto più semplice di quanto non lo fosse ai tempi di Omero.
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